…e “Il Passatore”

/ Maggio 28, 2014/ Storie di corsa

Ho corso “il Passatore”, ho camminato “il Passatore”, ho vissuto “il Passatore”!!!
Ce l’ho fatta! Non ci credevo fino al giorno prima, ma come mi sono trovata alla partenza ho sentito insieme alla classica e ormai conosciuta emozione una grande forza, un supporto indescrivibile che so bene da chi mi stava arrivando… era palpabile,era una garanzia per il mio successo. Grazie!
Dopo la fatica e il viaggio di ritorno con tutte le parti del corpo scombinate come se mi avessero smontata pezzo per pezzo e poi ricostruita in fretta (ginocchio al posto della spalla, caviglia vicino al gomito, testa tra i piedi etc. etc.) dopo aver conquistato il seggio elettorale (ultima fatica della giornata la croce tracciata sul simbolo) una volta a casa, i sono addormentata prima di finire di stendermi sul letto. Oggi, riposata e con sorpresa neanche troppo anchilosata posso raccontare un centesimo delle sensazioni vissute. Ho già scritto i motivi per cui avevo deciso di fare questa gara, ora voglio rispondere a tutti i dubbi che avevo elencato:

e se non ce la faccio? Ce l’ho fatta! Sentivo che avrei potuto farcela, ma dentro di me c’è sempre una parte che agisce per farmi paura, per sottovalutarmi o peggio deridermi. Sono contenta di aver vinto anche su questa parte di me!
E se mi capita un acciacco? Non uno, ma parecchi me ne sono capitati nelle oltre 18h. Di corsa -camminata! Li ho accettati e sono venuta a patti con loro. Li ho trastullati e coccolati e così dopo aver giocato un po’ assieme se ne sono andati.
E se c’è il lupo? Non c’era il lupo!!! Ma posso dire che c’era la paura del lupo inteso come presenza incontrollabile da una povera ultramaratoneta sola di notte fra i boschi della Toscana e dell’Emilia Romagna. Solo il chiarore della lampada frontale a calmare i battiti scombinati del suo cuore. Un po’ di paura sì! Non lo so perché. Forse perché non conosco la mia vita nelle ore notturne… Comunque quando superavo o ero superata le luci delle torce si combinavano nel buio con tacita gratitudine. Il cielo stellato era uno spettacolo commovente nel silenzio dei monti. Grande intensità emotiva e l’inquietudine che sfumava…
e se ho freddo, fame, sete, sonno? Beh, comincio da quello che non ho avuto. Niente fame. Le noci e il pane secco non mi sono serviti a molto. Niente freddo perché mi ero organizzata per cambiarmi sia a Borgo SanLorenzo dopo 32 km circa, sia al passo della Colla dopo 50 km circa dove mi sono supervestita per intraprendere la discesa notturna. Prima però mi sono fatta fare un massaggio rigenerante alla schiena e ho bevuto un buon caffè al ristoro sentendomi subito meglio. Anche la sete non mi ha disturbata, di notte faceva freddo e di mattina quando il sole scottava già, i ristori erano ancora ben forniti. Non ho mai preso sali (mi sconvolgono lo stomaco) ma solo acqua, tè o (stranamente) caffè. Sonno? Mah… forse avevo sonno prima di arrivare al passo della Colla perché avevo un po’ l’incedere di uno zombie, ma non ci facevo molto caso perché intorno a me avevano tutti un’andatura simile!
E se su 2000 iscritti non riesco a far parte della metà che solitamente arriva al traguardo? Eravamo 2100 circa e circa 400 persone si sono ritirate per diversi motivi (molti avevano freddo). Mi pare che come percentuale di arrivi le cose siano migliorate…si vede che noi podisti stiamo diventando più attenti e responsabili! Oppure invulnerabili!!!

Quando negli ultimi 25 km arrancando, scambiavo qualche parola con i compagni d’avventura ho più volte affermato che quest’esperienza non l’avrei mai ripetuta. E molti rispondevano ridendo: “Adesso dici così, vedrai che domani o al massimo fra qualche giorno, ma sicuramente prima di Natale avrai cambiato idea e il prossimo anno sarai ancora qui!” C’è anche qualcuno che ha parlato di “Maledizione del Passatore” per cui si torna per forza!!!
Io comunque per adesso ho deciso che mi basta. Ho detto per adesso!

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